Big Ben ha detto stop!

Prima o poi doveva accadere; in un paese fermo da anni in attesa di quella spinta economica che non arriva mai, la gente è oramai stufa marcia di farsi travolgere dalle chiacchiere bipartizan dei politici. Alle ultime elezioni amministrative i cittadini hanno mandato un messaggio chiaro, che solo i politici non hanno ancora capito. La difesa ad oltranza delle varie caste ha sicuramente i minuti contati ma non per scelta, solo per un obbligo economico. Eh si, proprio l’economia a cui tutto è stato delegato, traccia ora la via futura di questo  paese. Questa economia che ha ucciso solo l’uomo qualunque, per mantenere in vita il politico, l’avvocato, il notaio, il tassista, il commerciante, il burocrate e via dicendo; sopravvivi solo se sei una categoria di uomo e non un uomo in quanto tale. Ti ammazzano con le carte bollate, le  bollette, le cartelle esattoriali, i certificati, i diplomi, i permessi, le carte di credito e i conti bancari. Esisti solo se paghi il mutuo, l’assicurazione se possiedi il digitale o la parabola se hai un profilo in facebook come se essere un uomo e basta non contasse più. Comunque il prode Cavaliere che ha fatto conclamatamente della chiacchiera e della barzelletta il suo prode destriero  è ora immerso dagli insulti dei suoi stessi sodali, difensore delle caste ed organico al suo famoso e odiato teatrino della politica ci ha servito la nuova risposta alla amata Balena Bianca, la Balena Azzurra; un monolite di parole e proclami inutile quanto il primo, ma molto meno autorevole, dove non c’è più traccia di una visione sociale, almeno per me di quella Destra Sociale che ci ha illuso nel sogno di cambiare questo paese e che è divenuta non per costituzione ma per opera dei suoi dirigenti un crogiolo di clientelismo e poltronismo che fa rabbrividire i vecchi “primorepubblichini”. Abbiamo sfornato sindaci da parata pressochè inutili che si danno arie da statisti e scimmiottano le famose pose del Duce per il pubblico peggiore ripulendo scritte qua e la o inaugurando ponti inutili, gran premi fantasma e via dicendo; che insultano l’avversario dandogli del ladro d’auto come se niente fosse; trovando non nel rispetto della legge e delle regole la base della sicurezza del cittadino ma usando alla maniera leghista le categorie solite sui cui scaricare le loro inefficenze, gli zingari, gli extracomunitari, i comunisti, i terroni, i froci e via di seguito; presidenti della regione che come al mercato del pesce, danno prova profonda della propria cultura da strada, facendo diventare l’organo sessuale maschile una sorta di novello punto esclamativo. Il perchè è molto amaro ed allo stesso tempo semplice da scoprire, almeno per l’ambiente da cui provengo e si riassume in un concetto facile: nati e cresciuti in un movimento  che dell’odio verso la partitocrazia fece la sua prima bandiera, in una sorte di sindrome di stoccolma e come nella fattoria degli animali di orwelliana memoria i nostri porcellini si sono poi trasformati in “similuomini” e da allora amano in modo viscerale il Partito Balena, un pò madre ed un pò puttana che li nutre. Ma oggi bisogna scavalcare l’ultimo ostacolo affinchè sia tutto compiuto e che la prima e la seconda repubblica si riuniscano ancora più uguali a se stesse; eliminare il monarca, l’ape regina, la causa scatenante. Tutto verrà fatto con il giusto tatto, e dopo venti anni sarà rimesso tutto a posto. Gli italiani tutti saranno di fronte alla prima Rivoluzione di parole della Storia d’Italia, dove i fatti non sono mai pervenuti ma  le chiacchiere hanno steso ogni italiano, che ora sfatto dalle stesse non vota più, non ha un ideale, non cerca più il lavoro, non si indigna più ma vegeta attonito e rincoglionito dalle stronzate giornaliere suonate a destra e sinistra nemmeno più dai politici, ma dai giornalisti di parte, che per comodità vengono sempre più utilizzati come grancasse mediatiche. Non credo che sia tutto finito; io almeno spero e confido nei giovani, quelli che ora anno circa due o tre anni, affinchè quando non ci sarò più riscoprano l’onore e la gioia di sertirsi italiani.Per ora mi permetto umilmente da fiero uomo qualunque di suggerire non ai politici di cui non mi fido più da molto ma a tutti i miei compaesani di battersi per poche utili cose. Liberalizzare fortemente questo paese, eliminando le caste: Un notaio a cosa servirebbe se si potessero fare degli atti come costituire società o comprare un bene senza burocrazia? Perchè le licenze taxi sono una proprietà personale pur essendo di fatto un servizio pubblico? Perchè per fare l’idraulico bisogna arrivare a prendere una laurea in ingegneria? Perchè le municipalizzate partecipate dai comuni hanno un CdA che assume giustamente chi vuole ma i debiti li pagano i clienti-cittadini? Perchè se non pago una multa da 39 euro mi pignorano una casa da 250.000 euro senza sapere quando me la libereranno? Perchè se vengo truffato avrò giustizia dopo circa 10 anni? A tutto questo la risposta e la libertà dalle gabelle e dalla burocrazia. Le tasse non sono un’ingiustizia sono il modo migliore di pagarci i servizi e la demonizzazione della patrimoniale è una vera stronzata e vi dico perchè: togliere l’ici dalla prima casa è giusto, anzi sacrosanto, ma le seconde, terze, quarte, quinte case sfitte vanno massacrate di tasse per il semplice fatto che speculare o anche solo parcheggiare i soldi in beni vitali per l’uomo come la casa, che è ancora un diritto, è un abominio sociale e quindi ne la destra e ne la sinistra lo dovrebbero permettere. Non vuoi le tasse sulla tua seconda casa, affittala! Il macchinone 6000 di cilindrata va tassato perchè consuma il triplo dell’utilitaria e fa lievitare il prezzo dei carburanti che pagano tutti e purtoppo i meno abbienti con più difficoltà. Redristribuire un pochino la ricchezza non è un concetto comunista, ma cristiano e prima di tutto SOCIALE! In pensione ci si va quando non ce la fai più fisicamente a lavorare, quindi il più tardi possibile e nel miglior modo possibile, promemoria per i sindacati. Il lavoro non è ne indeterminato, ne precario, è solo lavoro e va pagato BENE! Secondo promemoria per i sindacati. Insomma per essere veramente liberi bisogna rispettare delle regole non economiche, ne politiche e tantomeno religiose, ma solo regole morali e sociali, perchè se cosi non sarà purtroppo  la povertà sia economica che morale aumenterà e se anche i ricchi compreranno un suv più  grande saranno purtroppo costretti a farselo blindato. Riflettere e saper rinunciare a qualche nostro privilegio ci aiuterà a cambiare questo paese in meglio al di là di ciò che siamo.

Gentiliano

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