I tre moschettieri

Finalmente sono usciti allo scoperto, dopo anni ora è tutto chiaro, lo scopo finale è solo uno i nipotini vogliono defenestrare Paperon de Paperoni; Come spesso mi succede sono costretto a ripetermi affermando di diffidare da chi non ha memoria.

Il terzo polo è realtà; i fondatori sono oramai noti, vengono da esperienze diverse ma hanno come comun denominatore una sola cosa: l’invidia delle capacità politiche dimostrate in quindici anni da un imprenditore, spesso chiacchierato per le sue nottate e per le sue conoscenze “ambigue”. Tra queste conoscenze “indicibili” citiamo: Wladimir Putin Presidente della Federazione Russa, Muammar Gheddafi leader libico e in ultimo il Segretario di Stato  americano Ilary Clinton che in coppia col Presidente Obama in più occasioni hanno plaudito alla politica di Berlusconi ed alla sua persona.

Ma entriamo nello  specifico del rispetto della memoria storica; Chi afferma la contiguità di Berlusconi con Putin come malsana sono gli stessi che per anni hanno criticato lo Stato italiano e i suoi vertici di soggezione agli Stati Uniti quando a guidarli era il terribile Bush ed anche prima ai tempi della famigerata “Strategia della Tensione” per poi ricredersi sui “cugini d’oltre oceano” quando “l’abbronzato” nuovo Presidente è arrivato, dando anche alla vuota sinistra italiana la possibilità di scimmiottare lo slogan “Yes, we can”, purtroppo per loro con risultati ben diversi dato che Obama è Obama e Veltroni è ahimé Veltroni. Se poi anche fosse vero che Berlusconi è il megafono di Putin in Europa, non vedo dove è il dramma dato che per quarant’anni la Fiat e il PCI erano contigui all’Urss per meri e dimostrati interessi di bottega e di Botteghe, e se avere un amico potente che magari non ci fa stare sotto schiaffo rispetto ai potenti cugini francesi, tedeschi ed inglesi che fanno il bello e cattivo tempo nell’Europa dell’euro prodiano, non credo che sia così umiliante. Rispetto al colonnello Gheddafi, faccio presente che i ben pensanti amici di Hamas e filopalestinesi della prima ora hanno sbriciolato i “gabbasisi” di Montalbana memoria a noi per anni con la violenza coloniale fascista che avrebbe soggiogato il libero popolo libico; ma quando arriva per una volta la possibilità vera e non presunta di sfruttare le risorse sotterranee della fu Cirenaica l’unica cosa che gli risalta agli occhi è il Bunga Bunga, o le tende a Villa Borghese.

Sorvolo sulle “casette di legno all’Aquila”, ricordando altri disastri brillantemente risolti dalla dirigenza di questo paese di cui i soliti noti già facevano parte (Terremoto Messina, Vajont, Terremoto Irpinia, Terremoto Molise, ecc.).

Fatta questa prima disamina dei fatti e non delle chiacchiere ora passiamo a parlare dei Tre Moschettieri:

Il primo “Athos” Casini, democristiano di ferro che ora nell’abbattimento di Berlusconi e nell’odio viscerale per la Lega trova nuova linfa per ingrandire le sue schiere al grido di legalità e moralità (vedi Toto Cuffaro) al quale va riconosciuta però coerenza dato che fin dalla prima ora ha segnato la distanza dal mostro pidiellino. Ora cerca di trovare il modo di “rientrarci” per governare senza voti memore dei suoi maestri che di ciò ne fecero base della politica (vedi Forlani).

Il secondo “Porthos” Rutelli, verde della prima ora, poi verde di rabbia per le costanti punizioni elettorali inflittegli dal Cavaliere e poi dai suoi sodali compagni di merende del vecchio Pds poi PD, batoste degli ultimi tanto forti da costringerlo a fondare un ennesimo nuovo Partito che sembra smielato ed informe come il suo nome e il suo simbolo che richiama un cartone animato per femminucce della mia infanzia “l’Ape Maia”. Ora però è rinvigorito dalla unione coi suoi vecchi amici, che ai tempi dei suoi mandati come sindaco andavano contro di lui sfoggiando a mia memoria magliette del tipo: “Rutelli non è il mio sindaco”, tutto ciò a beneficio del mio primo concetto legato alla memoria.

Ed infine il mitico Aramis “Fini”, fascista, postfascista, futurista, democristiano e laico, filoisraeliano e filopalestinese, insomma soprattutto filofiniano. Lui è veramente l’ultima chicca della politica: da dell’infame a chi gli fa notare che i beni di un partito per inciso da lui sciolto sono inalienabili e non a disposizione dei capi dello stesso, per questo inoltre accusa Berlusconi di fare il padrone del partito come in una azienda ma dimentica che lui ha fatto di peggio, nelle cosidette aziende in special modo nelle società anche a scopo di lucro, se l’amministratore distrae i fondi della società per i suoi interessi commette un reato e le decisioni vanno prese in modo collegiale anche eventuali fusioni per lui prima giuste ma poi improprie.

Manca solo D’Artagnan, ma penso che Montezemolo già scalda le gomme, spero per loro che la strategia non sia la stessa della Ferrari di quest’anno.

Gentiliano

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